QUARESIMA, VIAGGIO DI RITORNO, CON TUTTO IL CUORE

Pubblicato giorno 14 Febbraio 2024 - Il periodico

“La Quaresima é un viaggio di ritorno da fare con tutto il cuore, senza rimandare.  È un viaggio che coinvolge tutta la nostra vita, tutto noi stessi. È il tempo per verificare le strade che stiamo percorrendo, per ritrovare la via che ci riporta a casa, per riscoprire il legame fondamentale con Dio, da cui tutto dipende. La Quaresima non è una raccolta di fioretti, è discernere dove è orientato il cuore”. (Papa Francesco)
La Quaresima è un tempo santo, un tempo di revisione, “dove stiamo mettendo i nostri piedi”, un tempo nel quale riesaminiamo la nostra coscienza spirituale mediante l’ascesi e il digiuno. Mettiamo un freno alla mente che straripa di fantasie e di sospetti che stordiscono la coscienza tanto da renderci incapaci di vedere il male. Nella stagione del digiuno quaresimale dovremmo desiderare molto la Parola di Dio. Ed è per questo che i padri della vita spirituale hanno sempre messo insieme; digiuno e preghiera.
Provocati dal Vangelo dei discepoli di Emmaus che ci sta accompagnando in questo anno, ci mettiamo anche noi in cammino. La nostra meta sarà Gerusalemme, proprio la città da cui i due discepoli si allontanano, delusi e tristi; custodiamo però la dinamica fondamentale: ovvero passi condivisi con Gesù, che rischia spesso di essere anche per noi uno sconosciuto,perché è l’unico modo per poterlo riconoscere come Maestro e Signore. “Lo riconobbero allo spezzare il pane” I loro occhi si aprirono.
Anche noi prestiamo attenzione al «Padre nostro» (Mt 6,9-15) ci renderemo conto che si tratta di una preghiera eucaristica che ci aiuterà ad aprire gli occhi. E’ la prima preghiera eucaristica che il Signore insegna ai suoi discepoli e a noi. I discepoli avevano chiesto al Signore: «Signore, insegnaci a pregare», ed egli aveva risposto loro: «Quando pregate, dite:
“Padre nostro che sei nei cieli, sia santicacato il tuo nome,…Dacci oggi il pane quotidiano”.Lo facciamo durante la Liturgia, quando santifichiamo il nome di Dio. Se poi preghiamo sul cibo, il pane ne è santificato perché in ogni pane che mangiamo nel nome del Signore scorre la potenza del Signore. Ecco il primo punto importante: dobbiamo saziare prima lo spirito con la preghiera, poi
offriamo al corpo il pane di cui ha bisogno. “Lo riconobbero nello spezzare il pane” (Luca 24, 31)

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