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Ricordato il 112° anniversario del martirio di S. Maria Chiara Nanetti.
Solenne concelebrazione eucaristica nella chiesa parrocchiale di S. Maria Maddalena, lunedì 9 luglio 2012, per ricordare nella liturgia e nella preghiera la martire polesana S. Maria Chiara Nanetti.
A presiedere la celebrazione l’Arcivescovo di Trieste Mons. Giampaolo Crepaldi. Con il Vescovo, hanno concelebrato alcuni sacerdoti, tra questi il parroco di S. Maria Maddalena don Guido Lucchiari, il responsabile dell’Ufficio Missionario diocesano don Silvio Baccaro, il Cancelliere vescovile mons. Valerio Valentini, mons. Giuseppe De Stefani, don Mario Carmignola, il missionario padre Puttinato, il sacerdote del Burundi don Leonardo, parroco nella parrocchia di Yoba – arcidiocesi di Gitega che ha come patrona S. Maria Chiara Nanetti, don Deogratias, sacerdote burundese Fideidonum che presta il suo ministero nella diocesi di Adria – Rovigo.
Erano inoltre presenti le sorelle della Famiglia Missionaria della Redenzione di Rovigo che venerano la santa polesana come loro patrona. L’Arcivescovo di Trieste, che è originario della diocesi di Adria – Rovigo, nella sua omelia ha sottolineato la figura e la personalità della Santa nata nella parrocchia di S. Maria Maddalena e ha parlato della sua vita breve, ma intensa nel raggiungere la santità, animata dal desiderio di santità, di amore ai fratelli, il suo martirio con il dono della sua vita per portare il Vangelo nel mondo, nella lontana terra di Cina. Mons. Crepaldi ha infine ricordato le lettere di S. Maria Chiara Nanetti indirizzate alle sue consorelle e alla Superiora del suo Istituto; sono scritti molto importanti per comprendere la santità di Maria Chiara Nanetti.
Le sorelle missionarie della Famiglia Missionaria della Redenzione originarie del Burundi hanno voluto esprimere il loro ringraziamento al Signore con una tipica danza del loro paese e, alla fine della celebrazione, hanno cantato l’inno a S. Maria Chiara Nanetti,
Settimio.R.
Grande festa della Famiglia Missionaria della Redenzione 
La solennità dell’Ascensione è stata momento di grande festa per la Famiglia Missionaria della Redenzione. Una realtà presente ormai da molti anni, oltre che nella nostra diocesi, anche in Burundi e Brasile.
Domenica 20 maggio, alle ore 18, presso la Parrocchia di San Zeno a Borsea, si è tenuto, infatti, il rinnovo della consacrazione a Cristo Redentore degli appartenenti alla Famiglia. Inoltre una nuova coppia di sposi ha fatto ufficialmente la scelta di condividere il carisma della Famiglia Missionaria. Si tratta dei coniugi Emanuela e Francesco Tomasi che di fronte ad una assemblea festante e alla figlia Beatrice, hanno affidato il loro impegno con la preghiera di consacrazione a Cristo Redentore per la missione.
Ha presieduto la celebrazione il Superiore Generale dei Missionari della Redenzione Sua Eccellenza Mons. Bonaventura Nahimana Vescovo della Diocesi di Rutana – Burundi. Hanno concelebrato i sacerdoti burundesi don Deogratias e don Giuseppe, e naturalmente il Parroco don Silvio Baccaro che è anche responsabile del Centro Missionario Diocesano.
Si è trattato di una cerimonia la cui solennità non ha tolto nulla alla gioia e all’aria di festa che si respirava durante la celebrazione e il pensiero dei presenti non poteva certo non andare a Mons. Achille Corsato fondatore della fraternità nell’ormai lontano 1946, in cui consacrate, consacrati, famiglie e giovani sono impegnati a contemplare, vivere e annunciare il mistero di Cristo Redentore a servizio della Chiesa nel mondo.
Alla cerimonia è seguito un momento di condivisione in cui tutti i partecipanti hanno festeggiato in allegria i nuovi entrati nella Famiglia e la presenza, sempre tanto attesa, di Sua Eccellenza Mons. Bonaventura.
La Responsabile Sr Pierina ha fatto presente che è un segno importante che giovani e famiglie in una società come quella di oggi, in cui tutto punta all’individualismo, si impegnino nella condivisione di uno stesso ideale che è quello del servizio e della missione, soprattutto nel quotidiano siano animati da quello spirito di accoglienza e di gratuità, nei confronti di tutti i fratelli, in quella vocazione all’amore che viene chiesta ad ogni cristiano.
Alessandra Recchiuti













