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Pubblicato giorno 26 settembre 2021 - Articoli

Assemblea 2

I bambini di San Bortolo

VI ASSEMBLEA GENERALE 16-19 AGOSTO 2021 DELLA FAMIGLIA MISSIONARIA DELLA REDENZIONE

La Famiglia Missionaria della Redenzione, attraverso i mezzi di comunicazione, ha celebrato in tempo di pandemia, la VI Assemblea Generale, preceduta dagli Esercizi Spirituali dal 16 al 19 agosto 2021.

Questa VI Assemblea è avvenuta proprio nell’anno in cui abbiamo celebrato, Italia,Brasile, Burundi, il giubileo di 75 anni di esistenza della Famiglia Missionaria.

Tema dell’Assemblea: “Come Missionari della Redenzione nella Chiesa, siamo chiamati ad annunciare con zelo il Vangelo della salvezza”.

Obiettivo: Impegnarci di più a incarnare il Vangelo nella cultura con una vita fraterna capace di testimoniare il nostro essere missionari nel quotidiano.

L’Assemblea Generale ha eletto i Responsabili della Famiglia Missionaria della Redenzione:
ELLEZIONE-DEL-NUOVO-CONSIGLIO-2021

Domenica 22 agosto 2021 anche le Famiglie per la Missione  si sono incontrate per valutare, proporre e nominare i loro responsabili delle Famiglie:

Elettra Maggiolo e Daniele Mistrin con la collaborazione di Chiara Veronese e Alberto Previato.

Assemblea delle Famiglie

Una preghiera speciale al Signore e un grazie di cuore a tutti!!!

 

Campi estivi missionari 2021 a Villa Concordia – Teolo (PD)

Domenica 29 agosto 2021 è iniziato il secondo Campo Missionario a Villa Concordia – Teolo (Padova) e si è concluso 1l venerdì 3 settembre 2021 con la celebrazione eucaristica.

12 febbraio 2021

Celebrazione Eucaristica in occasione del 75° anniversario della Famiglia Missionaria della Redenzione

ADDIO A DANILA GAZZIERO GESTI’ UN NEGOZIO DI MERCERIE

Danila

LUNDINARA – se n’è andata con delicatezza, come ha sempre vissuto, Danila GAZZIERO, 85 anni,  conosciutissima e apprezzatissima in città. Sui social si stanno moltiplicando i messaggi di saluto a questa signora minuta ” tutta spagnoletti e preghiera”. Danila infatti aveva gestito per anni un frequentissimo negozio di mercerie in via Garibaldi, dove molti lendinaresi  si rivedono piccini pieni di stupore in un pozzo delle meraviglie. Non si può dimenticare il sorriso di questa donna discreta non faceva mai mancare a chiunque incontrasse, con gli occhi luminosi dalla sua incrollabile fede cristiana, che l’ha sempre vista attivissima nella vita parrocchiale e nella Famiglia Missionaria della Redenzione di Rovigo. A lei si stringe l’intera comunità con una preghiera particolare nel periodo in cui si festeggia san Giovani Bosco, figura importante per un altro degli ambienti cari di Danila, l’Istituto Immacolata. ha lasciato i fratelli Gian Paolo, don Giuliano e Rodolfo che le saranno l’ultimo saluto alle 10.30 di martedì 2 febbraio nella chiesa arcipretale di san Biagio, per poi proseguire per il cimitero.

“Fratelli tutti”, sintesi dell’enciclica di Papa Francesco: serve “amicizia sociale” per un mondo malato

Nella sua terza enciclica, firma­ta ieri ad Assisi e diffusa og­gi, Papa Francesco propone la terapia della fraternità ad un mondo malato, e non solo di Covid. Il testo di riferimento è il documento di Abu Dhabi, il modello è quello del Buon Sa­maritano. Una “governance globale per le migrazioni”, la richiesta del quarto capitolo. Nel quinto, Bergoglio traccia l’identikit del “buon politico” e mette in guardia dal “popu­lismo irresponsabile”. “Il mer­cato da solo non risolve tutto”, scrive il Papa auspicando una riforma dell’Onu. “La Shoah non va dimenticata, mai più la guerra”. Cita una canzone di Vi­nicius de Moraes, per esortare alla gentilezza.“È possibile desiderare un pianeta che assicuri terra, ca­sa e lavoro a tutti. Questa è la vera via della pace, e non la strategia stolta e miope di seminare timore e diffiden­za nei confronti di minacce esterne”. A garantirlo è il Pa­pa, che nella sua terza enci­clica, “Fratelli tutti” – firma­ta ieri ad Assisi e diffusa og­gi – parla di “amicizia sociale” come via per “sognare e pen­sare ad un’altra umanità”, se­guendo la logica della solida­rietà e della sussidiarietà per superare l’”inequità” planeta­ria già denunciata nella Lau­dato si’. “Se si tratta di rico­minciare, sarà sempre a par-tire dagli ultimi”, la ricetta per il mondo post-Covid. La tera­pia è la fratellanza, il testo di riferimento è il documento  di Abu Dhabi  e il modello è quello del Buon Samaritano, che prende su di sé “il dolo­re dei fallimenti, invece di fo­mentare odi e risentimenti”. Il Coronavirus, che ha fatto irruzione in maniera improvvisa nelle nostre vite, “ha messo in luce le nostre false sicurezze” e la nostra “incapacitàdi vivere insieme”, denuncia Francesco sulla scorta del suo magistero du­rante la pandemia: “Che non sia stato l’ennesimo grave evento storico da cui non siamo stati capaci di impa­rare”, l’appello per il dopo­Covid: “Che non ci dimenti­chiamo degli anziani morti per mancanza di respirato­ri. Che un così grande dolore non sia inutile. Che facciamo un salto verso un nuovo mo­do di vivere e scopriamo una volta per tutte che abbiamo bisogno e siamo debitori gli uni degli altri”. “Siamo più soli che mai”, la constatazio­ne di partenza. Il razzismo che “si nasconde e riappare sempre di nuovo”.

9 luglio 2020 FESTA di S. Maria Chiara a Santa Maria Maddalena

9 luglio 2020 FESTA di S. Maria Chiara

18 0ttobre 2020

FESTA DELLA FAMIGLIA , Parrochia di Borsea 18 ottobre 2020

SPUNTI DI RIFLESSIONE PER L’ANNO PASTORALE 2020 – 2021

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ROSARIO NELLE FAMIGLIE

Rosario nelle FamiglieGrazie alla partecipazione al campo scuola di Teolo, organizzato dalla FAMIGLIA MISSIONARIA DELLA REDENZIONE, di nostra nipote Angela, la statua della MADONNA che da alcuni anni fa visita alle varie famiglie, è arrivata a Castelguglielmo. Quest’anno hanno portato la Madonna che SCIOGLIE I NODI, Nel mese di settembre, la famiglia di Angela, ha invitato molte persone ad unirsi a loro, presso la loro abitazione, per la recita del SANTO ROSARIO. In ottobre poi, Maurizio ed io, siamo catechisti, abbiamo chiesto alle famiglie dei nostri ragazzi del catechismo, se avevano piacere di accoglierci una sera, a casa loro, con la statuetta, per la recita del Santo Rosario. E’ stata un’esperienza per noi indimenticabile per la gioia che palesemente si manifestava nelle famiglie. Una mamma ci ha confidato che dopo quel Rosario le sono successe una serie di eventi negativi che le hanno fatto pensare quanto fosse stato quasi inutile pregare,….. però, a breve distanza, si è resa conto che quegli eventi si sono trasformati in momenti positivi per lei e per i suoi ragazzi. Questi momenti sono stati importanti per la nostra comunità, dove piccoli e grandi hanno provato la gioia di pregare insieme e ringraziamo di cuore la Famiglia Missionaria della Redenzione per averci donato la possibilità di avere la Madonna a casa nostra e di aver potuto condividere momenti di preghiera con altre persone.

PREGHIERA A MARIA CHE SCIOGLIE I NODI

Recita il Rosario e la preghiera** Vergine Maria, Madre che non hai mai abban- donato un figliolo che grida aiuto, Madre le cui mani lavorano senza sosta per i tuoi figli tanto amati, perchè sono spinte dall’amore divino e dall’in- finita misericordia che esce dal tuo cuore, volgi verso di me il tuo sguardo pieno di com- passione, guarda il cumulo di ‘nodi’ che soffocano la mia vita. Tu conosci la mia disperazione e il mio dolore. Sai quanto mi paralizzano questi nodi e li ri- pongo tutti nelle tue mani. Nessuno, neanche il demonio, può sottrarmi dal tuo aiuto misericordioso. Nelle tue mani non c’è un nodo che non sia sciolto. Vergine madre, con la grazia e il tuo potere d’intercessione presso tuo Figlio Gesù, mio Salvatore, ricevi oggi questo ‘nodo’ (nominarlo se possibile). Per la gloria di Dio ti chiedo di scioglierlo e di scioglierlo per sempre. Spero in te. Sei l’unica consolatrice che il Padre mi ha dato. Sei la fortezza delle mie deboli forze, la ricchezza delle mie miserie, la liberazione da tutto ciò che m’impedisce di essere con Cristo. Accogli la mia richiesta. Preservami, guidami, proteggimi. Sii il mio rifugio.

Maria, che sciogli i nodi, prega per me.

Un incontro “gioioso” con il gruppo famiglie

16-febbraio-2020-125x125Domenica 16 febbraio 2020, si è svolto, presso la casa “Regina delle Missioni”, l’incontro formativo con il gruppo famiglie, che ha visto un ospite speciale: il Vescovo Bonaventura, in viaggio in Italia. Tra i presenti anche Don Zaccaria e Don Deo, da poco rientrato da una visita in Burundi. Il Vescovo ci ha condotto nella prosecuzione dell’analisi dell’“Evangelii Gaudium”, esortazione apostolica di Papa Francesco scelta come linea guida per quest’anno. «La gioia del Vangelo riempie il cuore e la vita intera di coloro che si incontrano con Gesù», esordisce il Papa e prosegue con l’invito a una nuova tappa evangelizzatrice marcata da questa gioia, indicando vie concrete per il cammino della Chiesa nei prossimi anni. Proprio in collegamento a questo, il Vescovo ha improntato una riflessione sul capitolo terzo “L’annuncio del Vangelo”, sottolineando come l’evangelizzazione sia compito primario della Chiesa, popolo pellegrino in continuo cammino verso Dio. A partire dai suoi spunti ci si è quindi divisi in quattro gruppi di lavoro, ognuno con il compito di riflettere intorno ad uno dei paragrafi del capitolo, evidenziando: una frase significativa, gli spunti per evangelizzare al giorno d’oggi, qualche immagine e riflessione. Sono seguite Un incontro “gioioso” con il gruppo famiglie 5 – Incontro “gioioso” con il gruppo famiglia interessanti restituzioni finali. Si riassumono qui, per un veloce scorcio, i temi affrontati in ogni paragrafo. · Un popolo per tutti: abbiamo visto che la grazia di Dio illumina il nostro percorso, è lei che agisce attraverso di noi, che ci corrobora nel cammino e ci dona la consapevolezza che non ci si salva da soli ma all’interno del Popolo di Dio, soggetto attivo dell’evangelizzazione nella sua interezza. · Un popolo dai molti volti: abbiamo riflettuto sul fatto che che i valori e le modalità positive che ogni popolo propone secondo la propria cultura e le proprie tradizioni consentono di annunciare, far comprendere e concretizzare il Vangelo in modo più efficace e completo. Nell’interculturalità risiede insomma non il rischio di un affievolimento dal messaggio evangelico ma una grande risorsa per adeguarlo ai tempi e all’evoluzione della realtà. Tutti siamo discepoli missionari: ci siamo soffermati sul fatto che se abbiamo realmente vissuto esperienza dell’amore di Dio che salva non abbiamo bisogno di molto tempo di preparazione per annunciarlo, ma dobbiamo comunicarlo al nostro prossimo. Senza farci limitare dalle nostre imperfezioni, ma allo stesso tempo non accontentandoci di restare nella mediocrità, dobbiamo essere testimoni credibili dell’incontro con il Signore che abbiamo sperimentato. · La forza evangelizzatrice della pietà popolare: abbiamo approfondito il tema della pietà popolare intesa come azione missionaria spontanea del Popolo di Dio, che continua ad evangelizzare sé stesso. Essa non è portatrice di riti e usanze bigotte, ma al contrario nelle forme in cui essa si concretizza ci sono molti insegnamenti e per essere buoni evangelizzatori dobbiamo essere in grado di coglierli. A seguito di questo momento abbiamo vissuto insieme la messa celebrata dal Vescovo e animata dalla Famiglia Missionaria, che ha partecipato con canti e danze. La giornata di incontro si è conclusa con un momento di gioiosa convivialità durante la cena, culminata in un’allegra canzone finale di ringraziamento per tutti gli ospiti presenti.

Elettra e Daniele

Lunedì, 1Incontro con gli ospiti della Residenza Sant’ Anna di Villadose

Casa-di-riposo-a-Villadose-125x1258 novembre 2019, la Residenza Sant’Anna di Villadose, ha organizzato la Messa di Ringraziamento in accordo con Don Ferdinando Salvan, sacerdote che da settembre sostituisce Padre Luca Busetto, guida spirituale dei nostri anziani dall’apertura della struttura. Don Ferdinando si è presto ambientato in Casa Sant’Anna dimostrando il suo impegno e la sua grande attenzione per gli ospiti, soprattutto per quelli più fragili, che ricambiano con molto affetto. Quest’anno la messa di Ringraziamento è stato animata dalle sorelle della Famiglia Missionaria della Redenzione: Giovanna, Giulia, Leocadie e Lorenza. La celebrazione è stata accompagnata da alcuni canti italiani ed altri burundesi con il tamburo e con le loro danze tradizionali. Anche gli ospiti hanno partecipato attivamente alla celebrazione organizzando il momento dell’offertorio. Sono stati presentati all’altare il riso, alimento cardine della cucina africana, e diversi scatoloni di generi alimentari per le persone in diffi coltà seguite dalla Famiglia Missionaria della Redenzione. Nelle settimane che hanno preceduto la funzione, in Residenza Sant’Anna, è stata organizzata una raccolta di generi alimentari a lunga conservazione per questo scopo. E’ stato un pomeriggio di aggregazione e di preghiera che ha arricchito i nostri residenti culturalmente e spiritualmente. Si ringrazia per la collaborazione: i volontari dell’associazione Anteas di Villadose, la Famiglia Missionaria della Redenzione ed in particolare Don Ferdinando che presta, settimanalmente, il suo servizio in Casa Sant’Anna.

Servizio educativo KOS CARE S.r.l. RESIDENZA ANNI AZZURRI SANT’ANNA Via A. De Gasperi, 1 45010 – VILLADOSE (RO) tel. 0425/908121 fax 0425/908177

Una festa natalizia per i nostri ragazzi

Domenica 8 dicembre 2020, nella casa Regina delle Missioni a Rovigo, si sono ritrovati una trentina di ragazzi che hanno partecipato l’estate scorsa ai campi missionari a Villa Concordia, Teolo. Con un canto di accoglienza sono stati invitati ad assistere alla storia del presepe, una rapida rassegna delle notizie più significative riguardo agli inizi di questa devozione molto cara alle famiglie. Da san Francesco al recente documento di papa Francesco, i ragazzi hanno riscoperto il valore di ricordare la nascita di Gesù riproducendo quel momento così importante per la nostra salvezza. Di seguito sono stati suddivisi in quattro gruppi dagli animatori che gli hanno seguiti con molta attenzione, continuando la spiegazione dei personaggi del presepe: Maria, Giuseppe, i pastori e i magi. Il gruppo di Maria ha drammatizzato il brano dell’annunciazione dell’Angelo Gabriele, e i ragazzi si sono immedesimati in quel sì che ha aperto la strada all’incarnazione del Figlio di Dio. Il gruppo di Giuseppe ha riflettuto sull’importanza della figura paterna nella famiglia, come guida e protezione. Il gioco dei pastori è stato coinvolgente e dinamico, i ragazzi si sono divertiti perché il pastore correva dietro di loro che erano le pecore. I re magi, infine, guidati dalla stella, ci hanno fatto riscoprire l’universalità della salvezza. I ragazzi sono stati capaci di rispondere a varie domande sul presepe e sul Natale. L’incontro si è concluso col presepe vivente in cappella, mettendo insieme i vari personaggi. “È bello continuare questo percorso e questi legami creati ai campi proprio per dimostrare che non è stata solamente una vacanza, ma qualcosa di più ” ha ricordato una delle animatrici. Speriamo di incontrarci nuovamente prima dei campi missionari del prossimo anno. Una formazione aperta ai 5 continenti Dal 3 al 5 gennaio 2020, a Villa Concordia, Teolo, gli animatori e giovani per la missione si sono incontrati assieme alle sorelle missionarie per una tre giorni di formazione come gruppo e in vista dei campi di quest’anno. Il tema della formazione è: “Battezzati e inviati”. Nei mesi scorsi il gruppo ha riscoperto il Battesimo come sacramento che ci fa diventare cristiani e quindi missionari. Una festa natalizia per i nostri ragazzi – Festa natalizia – – Festa natalizia – Il primo incontro in ottobre l’abbiamo realizzato nella cappella di Casa regina delle Missioni, a Rovigo, rivivendo ogni momento del rito del Battesimo con i suoi simboli. In novembre l’incontro si è focalizzato sull’essere cristiani quindi inviati come missionari dal Padre con Gesù nella forza dello Spirito Santo Questa tre giorni sui colli è stata molto produttiva, perché, continuando il discorso dell’invio, abbiamo idealmente attraversato tutti e cinque i continenti in un viaggio di conoscenza aperto alla cultura di ogni luogo. Così abbiamo individuato un valore importante per ogni continente, qualcosa che caratterizza la sua storia e la sua cultura, in generale. Per l’America il lavoro si è concentrato sull’idea di comunità, perché da sempre i popoli indigeni si sono organizzati in gruppi allo scopo di aiutarsi. Anche oggi le comunità ecclesiali di base sono la cellula della Chiesa in questo continente. Per l’Africa è stata scelta la parola “ubuntu”, che significa “io sono perché tu sei”, a significare l’unità e la solidarietà in uno stesso gruppo tribale, perché tutti abbiamo il necessario per vivere. In Asia abbiamo riscoperto lo shalom, nel suo senso più ampio, come piena realizzazione del disegno divino sull’umanità, compassione e armonia degli opposti e non semplicemente assenza di guerra. In Europa la fede ha segnato la storia e la cultura di questo continente, che ha visto la presenza della Chiesa modellare il modo di pensare, esprimersi, organizzare la campagna e la città. In Oceania il “digeridoo”, strumento tipico delle popolazioni aborigene sarà un po’ il motivo per approfondire la convivenza dei popoli oceanici con la natura e il suo profondo rispetto. Ad ogni valore sarà associato un contro valore che oggi, purtroppo, rischia di deformare le ricchezze umane e culturali dei popoli: in America la violenza, in Africa la guerra, in Asia lo sfruttamento, in Europa l’indifferenza e in Oceania la distruzione del creato. I ragazzi si sono impegnati notevolmente nel seguire la proposta formativa e nell’elaborare le prime proposte per i campi. Da alcuni di loro abbiamo raccolto un commento alle giornate trascorse insieme: “ È stato bello tornare a Teolo e riunirci dopo un lungo periodo. Abbiamo lavorato per preparare i prossimi campi ed è stato bello lavorare insieme. Le sorelle non ci sono mancate e quindi è stato bello stare con loro”. Da alcune giovani che sono entrati nel gruppo per la prima volta: “E’ sempre interessante vedere il lavoro da un altro punto di vista, non come animate ma come animatrici.
La gioia di vedere le persone che condividono il loro tempo con gli altri”. Attraverso momenti anche di gioco abbiamo riflettuto sulle tematiche che faranno parte dei campi. Ringraziamo tutti e in particolare le sorelle della comunità di Teolo, che ci hanno permesso, col loro prezioso servizio, di accompagnare i nostri giovani in questo lavoro.

Julie, Lorenza e Giovanna MdR

Testimonianze missionarie

TESTIMONIANZE-MISSIONARIE-125x125

Sono Lorenza della Famiglia Missionaria della Redenzione, originaria del Burundi. Partendo dal dono del Battesimo, ricevuto gratuitamente, mi sento sorella universale nella grande famiglia di Dio, cioè la Chiesa. Il mio cuore giubila di gratitudine al Signore per la mia vocazione missionaria anche se ne sono indegna. La gioia di uscire per incontrare la gente nasce dalla consapevolezza di essere figli dello stesso Padre, nessuno può essere escluso dal suo amore. Nonostante la mia povertà materiale, povertà di doti nell’ imparare le lingue degli altri Paesi e adattarmi alle culture diverse, mi sono affidata allo Spirito Santo, primo protagonista della missione nel seguire il mandato di Cristo nel giorno dell’Ascensione: “Andate nel mondo intero e annunciate il Vangelo ad ogni creatura”. Grazie allo Spirito Santo, che ha guidato gli Apostoli, paurosi dopo l’evento della Pentecoste, ad essere coraggiosi nell’annunciare Gesù, anch’io mi consegno a Lui nel donare la mia povertà. Grazie a Dio sono già passati 22anni da quando sono fuori dal mio paese, il Burundi. Cosa faccio in missione nel mondo? Con la mia presenza condivido la vita della gente che il Signore mi fa incontrare e l’esperienza dell’amicizia con Dio. Alcune volte, dialogando, parto dall’ascolto della realtà della nostra vita. Altre volte preghiamo, condividiamo la Parola di Dio, il cibo, il lavoro. Cosi ci sentiamo amati da Dio che è la cosa più importante di cui abbiamo bisogno. La mia vocazione missionaria ha origine dalla contemplativa santa Tersa di Lisieux, patrona della missioni con la preghiera e il sacrificio, senza essere uscita dalla clausura, con lo stesso titolo di S. Francesco Saverio, attivissimo evangelizzatore dell’oriente e battezzatore più di 30.000 persone. Cerco di lasciarmi guidare da santa Teresa che diceva: “Voglio annunciare il vangelo nel mondo intero fino alle isole più lontane. Voglio essere missionaria del mio sposo non solo per poco tempo, ma per tutta l’eternità, cominciando dalla creazione fino alla consumazione dei secoli. Infatti Dio Padre inviò Gesù per la salvezza di tutti i popoli, di tutti i luoghi e di tutti i tempi”. La nostra missione è la continuazione della missione di Gesù, la missione degli apostoli, la missione della Chiesa. La nostra missione nasce dalla passione per Gesù e per la gente. Papa Paolo VI diceva: E’ nell’intimo del nostro cuore che il mondo viene consacrato a Dio. In tutte le missioni dove sono stata inviata: Italia, Burundi, Brasile, mi sono resa conto che al di là delle cose da fare, è molto importante offrire la mia vita, le gioie e le sofferenze di ogni giorno per la redenzione dell’umanità. Concludo ringraziando tutti voi che, nella pastorale ordinaria, rinnovate la chiesa aiutando i missionari sparsi nel mondo intero con la preghiera, i sacrifici e l’offerta concreta della carità. Cosi, insieme, viviamo l’unione missionaria come diceva Padre Paolo Manna: “Tutta la chiesa per tutto il mondo”. Maria Madre della Chiesa, sposa fedele dello Spirito Santo, prima missionaria del Padre e del suo Figlio Gesù, ci accompagni sempre nella nostra missione quotidiana.

Padre Bernardo Cervellera a Rovigo racconta la sua Cina

“L’epidemia cinese è il segno più evidente dello sviluppo azzoppato della Cina di Xi Jinping, in cui la verità è taciuta e persino le statistiche sono manipolate al fine di servire il sogno megalomane del presidente”. Così ha parlato padre Bernardo Cervellera, missionario del Pime e direttore di Asia News, l’unica agenzia di ispirazione cristiana specializzata sull’Asia e seguita ogni giorno da milioni di Cinesi, ospite della Famiglia Missionaria della Redenzione, domenica pomeriggio scorso presso la sala polivalente della parrocchia di San Bortolomeo a Rovigo. “La presenza di contagio da Coronavirus era stata denunciata da alcuni giornalisti il primo giorno dell’anno – ha raccontato padre Bernardo ma quei giornalisti sono stati prontamente accusati di divulgare delle fake news e imprigionati. A distanza di quasi un mese sono ancora in prigione. Così ha continuato il missionario agisce il governo cinese nei confronti di chi denuncia, di chi cerca la verità, di chi protesta. Poche settimane sono servite per smentire tragicamente le aspettative ottimiste del presidente e mostrare al mondo la fragilità della Cina, di un sistema sanitario al collasso, dell’incapacità di fare prevenzione. E’ Padre Bernardo Cervellera a Rovigo per raccontare la sua Cina – Padre Bernardo Cervellera l’ennesimo colpo ad un sistema che nel 2019, a 70 anni dalla nascita della Repubblica Popolare Cinese, è  stato ferito più volte: dalla guerra dei dazi con gli Stati Uniti d’America, dal 7 mesi di proteste ad Hong Kong, dalle elezioni politiche a Taiwan che hanno assegnato la vittoria al partito oppositore della Cina e dall’indebolimento continuo del partito comunista che vede crescere il numero di coloro che sentono impellente la necessità di alcune fondamentali riforme”. Per padre Bernardo Cervellera che a Pechino ha vissuto molti anni ed ha insegnato all’università di Beida, la speranza per la Cina è rappresentata dalle dimissioni di Xi JinPing o dalla fine del suo governo, per lasciare spazio ai riformisti e rendere possibile ciò che da tempo il paese  chiede: una maggiore giustizia sociale, il riconoscimento delle autonomie, delle libertà individuali, della libertà di informazione, la privatizzazione dell’industria…” Padre Bernardo ha raccontato del ruolo importante delle comunità cristiane, più spesso costrette a muoversi di nascosto o a convivere sotto il grande occhio del governo. “Queste comunità, i loro vescovi, sacerdoti o missionari hanno il merito di aver smontato, insieme alle altre religioni presenti in Cina, l’assoluta fiducia nel materialismo. Hanno mostrato una via di felicità possibile alternativa al mercato ed al consumo: è la via che restituisce all’individuo la sua dignità di essere umano, oltre il suo potenziale economico, è la via che permette ad ognuno di sentirsi pienamente amato e riconosciuto per ciò che è. E’ la domanda di spiritualità che in numero sempre crescente sta invadendo le strade dell’impero cinese, coinvolgendo persone di ogni estrazione e cultura anche all’interno del Partito Comunista. E’ da questa domanda – ha concluso – che lo straordinario popolo cinese troverà la forza di riemergere”.

Il 15 marzo prossimo ospite della famiglia missionaria della Redenzione di Rovigo sarà padre Filippo Ivardi, direttore di Nigrizia. 27 gennaio 2020
Micol Andreasi

22° ANNIVERSARIO DEL FONDATORE PADRE ACHILLE CORSATO

QUARESIMA-020-125x125Giovedì 9 gennaio 2020, nella casa Regina delle Missioni a Rovigo, abbiamo ricordato con gioia due testimoni di fondamentale importanza per la nostra Famiglia Missionaria della Redenzione: Santa Maria Chiara con la donazione fino al martirio, e Padre Achille con la testimonianza sacerdotale di amore alla chiesa e ai fratelli, come ci sollecita ogni giorno Papa Francesco con il mandato missionario che ci ha consegnato con il mese di ottobre straordinario per la missione: “Battezzati e inviati”.

 “Ogni Battezzato è una missione … io sono sempre una missione; tu sei sempre una missione; ogni battezzata e battezzato è una missione!”.

La comunione nello spirito con coloro che ci hanno preceduto è una forza, un’indicazione di cammino missionario, di fraternità che ci pone in relazione con quanti operano per l’annuncio del Vangelo e con i membri della nostra famiglia qui, in Brasile e in Burundi. Ogni giorno con la preghiera al nostro Padre Achille diciamo: Guidati dalla forza dello Spirito aiutiamoci a vivere il mistero della Redenzione incarnando la missione nel quotidiano cordialmente aperti al mondo e ai poveri che il Signore ci fa incontrare.

Riportiamo integralmente l’omelia del Vescovo Pierantonio: “Questa celebrazione in memoria di don Achille Corsato, fondatore della Famiglia Missionaria della Redenzione ha luogo nei giorni successivi alla solennità dell’Epifania, in cui la Chiesa ci invita ancora a meditare sulla rivelazione di Cristo come Salvatore per tutta l’umanità. E’ questo un tema missionario per eccellenza: la prima festa missionaria infatti è proprio l’Epifania. Nella prima lettura l’Apostolo Giovanni ci richiama al fondamento ultimo della missione: «Noi abbiamo conosciuto e creduto all’amore che Dio ha per noi». E’ l’esperienza di essere amati da Dio che ci spinge a far conoscerlo anche ai nostri fratelli e sorelle. E’ una conoscenza che passa attraverso l’amore che noi viviamo tra noi: «Nessuno mai ha visto Dio; se ci amiamo a vicenda Dio rimane in noi e l’amore di lui è perfetto in noi». Essere missionario allora è una questione di amore: la missione nasce dalla scoperta di essere amati da Dio e si realizza trasmettendo questo amore ai fratelli tramite la vita fraterna e le opere della carità. Se oggi viviamo una certa «stanchezza missionaria» ciò dipende dal fatto che è venuto meno o si è molto raffreddato il senso stesso di Dio e della sua manifestazione in Gesù Cristo. Siamo impauriti e smarriti come i discepoli sulla barca durante la tempesta sul lago di Galilea nel racconto che ci propone la liturgia odierna. Abbiamo bisogno anche noi di incontrare il Signore Gesù, di sentire quelle parole “non temete, sono io!” che rassicurano e fanno scomparire la paura. Per vincere la «stanchezza missionaria» abbiamo bisogno di prendere coscienza che Gesù il Cristo non è soltanto uno dei tanti profeti dell’umanità, ma è il Figlio unico di Dio, il solo che rende visibile Dio. Non so se anche noi cristiani abbiamo sempre questa consapevolezza o se riduciamo la nostra fede solo ad un generico insegnamento morale. E’ bello allora per noi ricordare la figura di don Achille che ha fatto della missione il centro della sua vita di cristiano e di sacerdote e assieme a lui la testimonianza delle sorelle e fratelli che lo hanno seguito dando vita alla Famiglia Missionaria della Redenzione. Preghiamo perché nella nostra Chiesa di Adria-Rovigo sia sempre vivo lo spirito missionario, sia nella testimonianza verso i tanti “lontani” e “indifferenti” di casa nostra, sia verso popoli lontani dove ancora il cristianesimo non è conosciuto”. Ringraziamo sua Eccellenza il Vescovo Pierantonio per aver accolto l’invito, anche quest’anno, di Celebrare con noi l’anniversario della nascita della nostra speciale Patrona Santa Maria Chiara e il XXII° anniversario del ritorno alla casa del Padre del nostro Fondatore P. Achille, tutti i sacerdoti, le sorelle del Burundi e il coro di San Pio X che hanno animato la liturgia, il gruppo Famiglie per la Missione, i Giovani per la Missione e gli amici La condivisione e la fraternità si è prolungata con la cena e le danze delle sorelle burundesi.

Alla Madonna di monte Berico Leggi tutto

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Consacrazione perpetua di Imelde Nizigimana a Voltabrusegana

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Incontro con i genitori degli animatori e di alcuni ragazzi

Teolo 8 settembre 2018

Un’esperienza di preghiera in famiglia

Incontro nelle famiglieNel 2016, la Famiglia Missionaria della Redenzione ha cominciato una nuova esperienza portando la statua della Madonna, Madre di Misericordia, in pellegrinaggio nelle famiglie dei ragazzi che partecipano ai campi missionari a Teolo (Padova), dove la famiglia ha una casa di spiritualità.

Esperienza di preghiera in famiglia

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